Il Paese

La Costa d’Avorio si estende su una superficie di 320.763 km² e confina a nord con il Mali e il Burkina Faso, ad est con il Ghana, ad ovest con la Liberia e la Guinea; a sud si affaccia sull’Oceano Atlantico.
La metà occidentale del paese è coperta da foreste, mentre ad est queste si estendono dalla costa fino al centro. Il clima è caldo umido con piogge molto abbondanti sulla costa, meno piovoso all’interno. Le città più importanti sono Abidjan e Bouakè, oltre a Yamoussoukro, la capitale.

Contesto storico
Prima di sprofondare nell’attuale crisi politico-militare, la Costa d’Avorio è stata a lungo considerata la “perla” dell’Africa occidentale, tanto in ragione dello sviluppo economico raggiunto dopo l’indipendenza, quanto per la sua relativa stabilità politica, divenuta precaria solo negli anni Novanta.

Profilo demografico
Il paese conta una popolazione di circa 18.700.000 abitanti (stima 2004) con una crescita annua del 3,8% ed una densità di 56 abitanti per km². Secondo l’ultima stima (2003), la natalità è del 40,8‰, la mortalità è del 22,3‰ mentre la mortalità infantile è del 111‰ (2004). La speranza di vita per gli uomini è di 46 anni, per le donne è di 48 anni.

Contesto religioso
La maggior parte del popolo ivoriano (65%) segue il culto animista. L’islam, anche se è meno presente rispetto agli altri paesi del Sahel, rappresenta in Costa d’Avorio una forza non trascurabile, essendo professato dal 38% della popolazione. Questa religione è presente soprattutto nel nord del paese. Nel sud la popolazione è in maggioranza di religione cristiana (31% degli ivoriani). Va sottolineato che i “confini” tra la religione tradizionale e quella islamica e cristiana non sono sempre ben delineati.

Contesto economico
L’economia ivoriana si basa sulle colture di piantagione, in primo luogo il cacao, di cui il paese è il primo produttore mondiale nonostante una forte caduta dei prezzi. La Costa d’Avorio produce anche caffè, noci, banane, cotone, mais, riso, manioca e miglio. Le foreste forniscono legname di ebanisteria, soprattutto mogano, e vi sono vaste piantagioni di caucciù.
Il settore industriale è caratterizzato dalla presenza di fabbriche tessili, di cemento, di zucchero e di legno; l’industria petrolifera invece non incide significativamente sulla bilancia commerciale della Costa d’Avorio, nonostante la sua posizione strategica di fronte al golfo di Guinea, i cui giacimenti offshore sono una fonte importante di approvvigionamento per gli Stati Uniti.
Dall’indipendenza (1960) fino alla seconda metà degli anni ’80, la Costa d’Avorio è stata il fiore all’occhiello del colonialismo e neocolonialismo francese. In assenza di oro, diamanti e grossi giacimenti di petrolio, il paese ha fondato la sua economia sull’agricoltura, che ha fatto del centro commerciale di Abidjan una piccola Manhattan, ospitando molte organizzazioni internazionali e sedi regionali di imprese multinazionali.
La Costa d’Avorio è diventata così il primo produttore mondiale di cacao, il secondo o terzo produttore di caffè, forte esportatore di ananas e di altri prodotti agricoli. Il maggiore partner commerciale del paese è l’Unione Europea ed in particolare la Francia che fornisce il 35% delle importazioni ivoriane e riceve il 18% delle sue esportazioni. In Africa ha invece contatti commerciali con gli stati aderenti all’ECOWAS, la Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale, di cui fanno parte Nigeria, Camerun e Senegal. Fino al 1994 gli ivoriani disponevano di un “fondo di stabilità”, la Caisse de Stabilisation, attraverso cui operavano gli interventi statali. Questo fondo garantiva i coltivatori nel caso di crollo dei prezzi; essi infatti avevano diritto ad un rimborso per la copertura dei costi di produzione e per l’incremento delle coltivazioni. La Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale, ritenendo questi interventi non legittimi, hanno liberalizzato il mercato (1998-99), rendendolo più fluttuante. Da allora il prezzo non viene più mantenuto stabile dal governo, ma è deciso dai governi che acquistano i prodotti, in particolare quello greco, libanese e francese. Tali misure hanno portato, nel periodo 1995 – 98, ad una crescita elevata, pari al 6% annuo.
Il conflitto scoppiato nel ’99 ha avuto notevoli ripercussioni sugli approvvigionamenti di cacao, prodotto principale, diminuendone la quantità ma aumentandone il prezzo. I produttori per questo stanno incontrando enormi difficoltà nel continuare a coltivare i campi ed il paese sta subendo la più forte recessione della sua storia. Nel 2002, a causa della guerra, il paese ha perso il 4.6% in termini di crescita rispetto alle previsioni. Questa situazione si è aggravata nel 2003 a causa della guerra che ha impedito la realizzazione di vari progetti di sviluppo. Nello stesso periodo, si è assistito ad un numero crescente di licenziamenti a causa di una diminuzione dell’attività economica.

HIV- AIDS
La Costa d’Avorio è tra i paesi con più alto tasso di incidenza dell’HIV – AIDS.
Spesa pubblica domestica per HIV : 5,80 dollari
Insegnanti nella scuola primaria formati nell’educazione HIV: 0
4,4% donne incinta che hanno accesso ai farmaci antiretrovirali
16%  donne hanno conoscenza adeguata di HIV – AIDS
45.000 decessi l’anno
7% tasso di prevalenza HIV su adulti
(Fonte: UNAIDS, 2006)