Il contesto

Il Senegal è localizzato all’estremità occidentale del continente africano. Ha una superficie di 196.192 km², pari a circa due terzi dell’Italia.
Il Senegal è una Repubblica Presidenziale a democrazia multipartitica. Fra i Paesi africani è uno di quelli che hanno conosciuto una maggiore stabilità storico-politica, ed è quello in cui più profonda è stata la presenza della Francia sul piano politico-culturale. Dal 1959 il paese è diventato una Repubblica autonoma associata alla Francia, dalla quale ha ottenuto l’indipendenza l’anno successivo, sotto la presidenza di Léopold S. Senghor.
La situazione politica particolarmente favorevole ha agevolato, a partire dal 1974, il multipartitismo, nel quale comunque il Partito Socialista ha rivestito il ruolo di leader fino all’anno 2000, prima con la presidenza di Senghor e dal 1982 con l’elezione di Abdou Diouf. L’ultima elezione presidenziale, portata al ballottaggio, ha sancito la vittoria del Partito Democratico, a cui lo schieramento uscente ha riconosciuto di buon grado il passaggio al potere di Abdoulaye Wade.
Dal punto di vista della politica estera, il paese ha osteggiato la vicina Guinea Bissau per il sostegno da sempre dimostrato nei confronti delle forze indipendentiste, le cui azioni già dal 1982 sono state risentite anche nella regione meridionale della Casamance. Nel 1998, durante gli scontri tra gli schieramenti militari ribelli ed il governo guineano, l’esercito senegalese ha sostenuto il presidente per oltre un anno, fino alla sua sconfitta e cacciata. Abdoulaye Wade ha provveduto a rilanciare le negoziazioni con gli indipendentisti della Casamance, cercando anche l’appoggio del governo confinante.
Per quanto concerne il suo territorio, il Senegal è costituito da una vasta pianura che si estende dal corso del fiume Casamance al bacino del fiume Senegal. Il clima è dominato dai caratteri semidesertici saheliani nella fascia settentrionale, mentre verso sud l’umidità e la vegetazione aumentano.
La popolazione stimata è di circa 10 milioni di abitanti, con una densità relativamente elevata (circa 50 ab./km²), con un tasso di crescita della popolazione intorno al 3% medio annuo.
La speranza di vita alla nascita stimata nel 2000 è di 58,71 anni per le donne e 55,65 per gli uomini. La mortalità infantile risulta del 7,36%, percentuale elevata ma inferiore a quella di altri paesi dell’Africa occidentale. La popolazione urbana rappresenta poco più del 40% e più di un quarto di essa è concentrata nella capitale. Il tasso di alfabetizzazione è il 27% della popolazione adulta.
L’agricoltura e l’allevamento occupano la maggioranza della popolazione attiva. Le produzioni principali del paese riguardano prodotti ittici, arachidi, fosfati, cotone, prodotti agricoli di sussistenza, prodotti petroliferi. L’autosufficienza alimentare del paese viene stimata al 66% e l’autoconsumo riveste un ruolo molto importante nell’economia non monetizzata della popolazione. La dipendenza dalle importazioni è elevata.

La regione della Casamance

La regione della Casamance è una zone potenzialmente molto produttiva, ma che sta purtroppo subendo un impoverimento dovuto ad avvenimenti climatici e politici.

Verso questa regione, infatti, considerata fino a pochi anni fa il granaio del Senegal, si è accesa l’attenzione sia a causa di un lacerante conflitto causato dai movimenti separatisti che ha prodotto centinaia/migliaia di morti, sia a causa di un fenomeno ambientale che sta producendo la desertificazione di territori fertili, attraverso la penetrazione del cuneo salino dell’Oceano Atlantico lungo il fiume Casamance. Questo problema ha acceso l’attenzione di studiosi del clima e dei territori, oltre a quella di numerose ONG del mondo. I Care, dal canto suo, su sollecitazione dell’associazione Diamoral e della FACE (Federazione delle Associazioni dei Casamanesi in Europa), ha promosso e partecipato come partner a progetti contro la salinizzazione, cofinanziati dalla Regione Veneto e dalla Tavola Valdese. Tali progetti hanno visto l’impegno di numerosi volontari di I Care e di Diamoral sia in Italia che in Casamance, producendo studi, ricerche, tesi di laurea e micro opere per arginare la salinizzazione, come dighe realizzate secondo tecniche tradizionali ma anche attraverso il partenariato nella costruzione di dighe ed impianti idrogeologici per arginare il grave fenomeno. Il principale progetto per combattere questo dannoso fenomeno naturale è il Progetto DeltaMed, attualmente in corso ed in evoluzione. Ma I Care sostiene diversi progetti in questa zona, come “Vivere la terra è possibile”, per la ristrutturazione ed il rilancio di un importante liceo agricolo; “Atelier des femmes”, che impegna le donne senegalesi nel ciclo di produzione di beni agricoli ed alimentari.

puls_logo 8 x mille

Progetto sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi)

Le donne vengono portate al mercato per vendere la loro merce

Assemblea di villaggio

Momento di accoglienza

Festa del Gran Magal a Tuba

Banchi di scuola

Un momento di relax